La pelle degli altri
Milano, 2026
60 cm x 40 cm
Esiste un momento in cui il corpo smette di appartenerci e inizia a riflettere lo sguardo degli altri. Si piega, si modifica, si costruisce attorno una pelle nuova, una corazza capace di proteggere ciò che resta dell’identità. La figura non cerca di rappresentare una persona, ma una condizione: quella di chi vive costantemente tra il bisogno di essere visto e il desiderio di sottrarsi al giudizio. In questo spazio sospeso, quasi metafisico, il corpo diventa simbolo della distanza tra ciò che siamo e ciò che la società ci chiede di essere.
